Progetto Ape Slow

L’azienda Carlo Amodeo

Progetto Ape-Slow

Sabato 14 gennaio 2012 è stato presentato a Palermo, presso l’Istituto Zooprofilattico della Sicilia, il progetto di reintroduzione dell’ape nera siciliana finanziato dalla Regione Sicilia, Assessorato Agricoltura e Foreste.

Tale progetto è dedicato alla memoria del Professore Pietro Genduso titolare della cattedra di apicoltura dell’Università degli Studi di Palermo che studiò l’ape sicula per anni e mi trasmise la passione per quest’ape.

Il progetto nasce dal fortunato e casuale incontro con Slow Food.

La forte comunione d’intenti con questa organizzazione che lotta ogni giorno per aprire gli occhi ad un’umanità volta ormai prevalentemente al saccheggio dell’ambiente e di chi vorrebbe preservarlo.

Progetto Ape-Slow

Il Progetto di reinserimento dell’Apis mellifera sicula

Fin dall’inizio fu chiaro ad entrambi che una delle due sottospecie di api italiane, l’Apis mellifera sicula non potesse appartenere ad un solo allevatore, quindi coinvolgemmo il CRA-API di Bologna (ex istituto nazionale di apicoltura) per redigere congiuntamente un piano di reinserimento nella Sicilia Occidentale dell’Apis mellifera sicula, che prevedesse: la creazione di stazioni di fecondazione, un reinserimento massivo per tre anni di celle reali che riproducessero in Sicilia il patrimonio genetico delle api sicule in purezza da me isolate e riprodotte sulle isole di Vulcano, Filicudi ed Ustica, ma anche la ricerca di eventuali nuovi ceppi derelitti. Il progetto prevede inoltre uno screening progressivo delle api nei territori soggetti al reinserimento, con il più evoluto grado di analisi genetiche micro-satellitari, oltre che analisi mitocondriali, elettroforetiche e biometriche.

Per tale ampiezza di intenti oltre a Slow Food, all’apicoltura Amodeo Carlo il progetto Ape Slow vede coinvolti come partners: l’istituto zooprofilattico della Sicilia, l’università agraria di Palermo e di Catania, la Soat di Collesano e come capo fila il CRA-API di Bologna.

Vantaggi del progetto:

  • Salvaguardia della biodiversità.
  • Valore aggiunto per gli apicoltori aderenti al progetto, l’ape sicula essendo di origine africana ha una comprovata maggiore resistenza alla varroa ed alle virosi annesse. Tali caratteristiche di resistenza sono legate ad una variabilità genetica superiore ad ogni altra sottospecie di Apis mellifera europea come si è evinto da ricerche comparative genetiche svolte in Danimarca dal Professore Per Kryger dell’Aarhus University. È da considerare che quest’ape cenerentola (così definita da Gabriella Lasagni di Geo & Geo), se purtroppo dovessero continuare le morie di Apis mellifera potrebbe essere lo strumento estremo per salvare le derrate alimentari delle piante da frutto entomofile che sfamano il mondo.
  • Per quanto notevoli e globali appaiano i potenziali risvolti positivi è un aspetto ancora più importante ai miei occhi, ed è quello della condivisione di un bene prezioso, la nuova prospettiva di fare fronte comune nella difesa della biodiversità, ed accomunati da un obiettivo tanto importante, scoprire gli infiniti punti di convergenza che potrebbero farci riscoprire quell’armonia oggi sopita per migliorare noi e le condizioni del nostro pianeta. 

Il progetto finanziato dalla regione Sicilia avrà la durata di tre anni, alla fine dei quali si spera di mettere totalmente in sicurezza questa sottospecie, che fino a qualche decennio fa si credeva estinta.